Della vacuità necessaria.

  C’è, oltre ad altri possibili, un argomento cognitivo per cui non è possibile una teoria del Tutto “reale” che sia completa, cioé che spieghi effettivamente tutto, e allo stesso tempo coerente, cioé non contraddittoria. Esso consiste nella presenza del soggetto – l’osservatore, direbbe il fisico – che deve verificare la validità del riferimento teorico al “mondo reale”, qualsiasi cosa s’intenda … Continue reading

135.

Il senso del possesso è in funzione del distacco dall'oggetto posseduto; che si tratti di relazioni umane o di relazioni conoscitive. Qui è il paradosso, umanamente e conoscitivamente: quanto più si afferra l'oggetto, tanto più lo si perde.      

106.

Se si riuscisse a dimostrare, attraverso un rigoroso procedimento logico-formale, che l’ignoranza umana riguardo i principi che regolano la realtà, è necessaria e non contingente, allora l’umanità avrebbe assolto il proprio compito e il principale problema filosofico sarebbe risolto.        

72.

Il pensatore vuol penetrare tutto col pensiero, cosicché tutto sia in suo potere, ma ogni pensiero è come un dardo: ciò che colpisce viene ucciso. Così, alla fine, al pensatore non resta altro che colpire se stesso. Allora, e solo allora, egli inizia a vivere…