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autobiografico.

Assomiglio a una pianta, in cui la parte sotterranea sia simile nella struttura generale ma non particolare, a quella che si protende in alto; alle radici sgraziate e umidicce si oppongono gli alti rami fioriti e profumati. Così, se mi radico nella normalità, fiorisce la mia follia, se invece permetto alla mia follia di radicarsi in fondo, la normalità è per me una splendida fioritura. La banalità e lo squilibrio di ciò che è sempre al sole o sempre sotterrato non mi appartengono.


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7 Responses to “autobiografico.”

  1. amaranta69 scrive:

    La follia è la struttura generale della cosiddetta "normalità". E viceversa…

  2. winterblossom scrive:

    Perchè senza l'ancoraggio alla sicurezza della terra non si potrebbe allungare neppure una foglia verso il cielo, ma talvolta è necessario piegare indietro le braccia per mettere alla luce una radice, farla morire, liberarsi e crescere.

  3. solesorriso scrive:

    Da quando ho cominciato a conoscere questo mondo di splinder, una delle parole ricorrenti che ho letto è "follia"….Perchè tutti vogliono per forza ricercare in sè una follia, immaginando che gli altri siano normali? Ma chi può arrogarsi la capacità di definire cosa sia la normalità e cosa la follia?

  4. SinuoSaStrega scrive:

    E' infatti la ricerca dell'equilibrio tra opposti la più alta sfida al vivere. Tu chiami squilibrio ciò che è stabilmente in uno dei due poli. Sì.

  5. DominikZauber scrive:

    @winterblossom: vero, alcune radici vanno tagliate prima che ci strozzino.

    @solesorriso: io me l'arrogo. Ci sono tre tipi di follia e bisogna scegliere la migliore per sé. C'è la follia del mediocre, la follia di chi finisce in manicomio e la follia di chi sceglie se stesso. La prima è di chi gioisce di corrispondere alle aspettative altrui, la seconda è di chi dispera di non corrispondervi, la terza è di chi se ne fotte. Normalità è la follia che appartiene ai più, quindi il conformarsi e gioirne. Questa normalità mi appartiene solo quando sento che alla base c'è la follia di chi se ne fotte, ecco cosa ho scritto qui.

    @Sinuosa: sì, lo squilibrio, l'eccesso è sempre dannoso. Si può eccedere solo moderando e moderarsi eccedendo, l'aurea mediocritas è cosa ardua.

  6. IsaacSky scrive:

    interessante pensiero , 
    mi riconosco perfino in esso!
    un saluto
    Isaac

  7. Harve scrive:

    La miglior risposta alla domanda "Chi sei", immagino.