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Archive for maggio, 2008

51.


Nel gioco della seduzione la  sincerità, nel migliore dei casi, è tenuta per insulsaggine. Naturalmente ciò non va detto alla persona da sedurre: si rischia d’essere considerati… insulsi!

 

50.


Irrilevanza dell’inferno. Un uomo liberato è sereno anche nelle fauci di Satana.

 

 

   

 

49.

 

Ingannevole è il sentiero della parola e straniera la terra del Discernimento.

 

 

  

47.

 

Il filosofo è come un animaletto dei boschi: accumula provviste, ma con la differenza che non fa altro che questo! Non consuma le provviste, e nessuno lo fa al posto suo. Così finiscono per marcire…

 

 

    

 

  

46.

 

Leggere vuol dire prendere spunto dalla lettura per sviluppare il proprio pensiero.

 

 

45.


Di filosofia e sapienza

Finché i filosofi porranno come principi esplicativi o cause o condizioni della realtà i contenuti di determinate rappresentazioni, quali che siano, non verranno a capo di nulla. La realtà è infatti indeterminata nella sua scaturigine. E’ anzi quella scaturigine sconosciuta e incomprensibile la condizione logica delle determinazioni in generale. In fondo però la filosofia è proprio questa ignoranza, e la presunzione che vi sia davvero una “scienza dei principi”. Altra cosa è invece discutere di principi sapendo di giocare, e con lo scopo di mostrare l’assurdità di una scienza dei principi in generale. Qui la filosofia confina con la sapienza…

 

  

 

44.

 

Conoscere vuol dire giungere a non pensare.

 

    

43.

 

Ogni nome significa non un ente, bensì una volontà d’interpretazione, e contemporaneamente il mascherarsi di tale volontà.

 

     

 

 

42.

 

L’equivalenza di amore e gioia: uno dei grandi equivoci, per usare un eufemismo, della nostra civiltà.